DIRITTI IMAIE - SITUAZIONE ATTUALE

Lo stato delle cose sui diritti degli artisti 1) fino al 14 luglio 2009 e 2) dal 15 luglio 2009 ad oggi, tratto dalle dichiarazioni dei diretti responsabili, il commissario Avv. Galoppi per Imaie in Liquidazione, e l’Avv. Miccichè per il Nuovo Imaie.

Stralcio del verbale della riunione del Comitato Consultivo del Nuovo Imaie del 23 febbraio 2011
Presenti le associazioni e le organizzazioni sindacali:
ACEP, AIE 77, AMOR, ANAD, ANPAD, APTI , ARTISTI 7607, ASAE, ASSODEEJAY, CODACONS, ASSOCIAZIONE DO.RE.MI., FAI, FeLSA CISL, F.I.O.F.A., F.I.P.I., NOTE LEGALI, SAI, UNCLA, UNdA, UGL CREATIVI, UILCOM-UIL, SLC-CGIL.

La situazione di Imaie in Liquidazione

GALOPPI/IMAIE IN LIQUIDAZIONE informa che proprio oggi il presidente del Tribunale di Roma ha concesso il pagamento di un ulteriore anticipo del 40% per tutti i creditori ammessi al passivo (di cui lettera inviata agli artisti in data 18 gennaio 2010) e annuncia che il pagamento del rimanente 30% dovrebbe avvenire entro il 2011, secondo i tempi richiesti. Ritiene che il pagamento completo dei crediti in un anno e mezzo sia un buon risultato.
GALOPPI spiega che la liquidazione non è volontaria ma giudiziale, e IMAIE in estinzione deve seguire la tempistica prevista dalla legge fallimentare.
GALOPPI risponde che il 40% è relativo alle domande di ammissione al passivo depositate in Tribunale, dunque al periodo fino al 2007. Rispetto alle fatture tornate indietro replica che ci sono state disposizioni in questo senso, che esulano dalla volontà dei commissari. Sono stati predisposti dei format di fatture e si è deciso che potessero essere accettati solo quelli. Gli sembra strano che su 1800-2000 persone che hanno ottenuto il primo acconto del 30%, solo un numero esiguo di persone credesse che l’oggetto della fattura andava formulato in modo diverso. Questo problema avrebbe potuto essere risolto sei mesi fa con un po’ di buona volontà e di buonsenso.
GALOPPI ricorda che la liquidazione è iniziata solo a luglio 2009. Su 70mila istanze di ammissione ci sono state 40 opposizioni allo stato passivo, di cui 37 respinte e 3 ancora in giudizio; per due di queste ultime sono ancora in corso delle consulenze per accertare quanti soldi vanno pagati ad enti stranieri, mentre una terza riguarda la parcella di un professionista incaricato dall’IMAIE. Quando sarà terminato anche questo giudizio sarà finito il lavoro, ma i tempi tecnici sono inevitabilmente lunghi. Rispetto ai compensi di competenza 2008 risponde che verranno corrisposti agli artisti appena saranno disponibili tutti i dati accertati e fa rilevare che negli ultimi mesi sono stati chiusi quasi tutti i vecchi contratti con l’aiuto dell’avvocato Micciché, ovvero quello con RAI fino al 14 luglio 2009 e quello con SCF (organismo dei produttori discografici). L’unico accordo ancora pendente è con SKY.
GALOPPI risponde che ad oggi
sono stati pagati circa duemila artisti su settantunomila.
GALOPPI informa che SCF sta pagando ad IMAIE gli ultimi compensi relativi al 2009, mentre i dati del DRF (documento Siae in sui sono elencati tutti i dischi depositati) necessari ai calcoli relativi agli ultimi tre anni non sono ancora disponibili. Essendo consapevole che finché non saranno disponibili i dati non si potrà procedere con la liquidazione sta lavorando insieme al nuovo IMAIE. Il vecchio IMAIE non ha mai fatto transazioni e nei confronti dei debitori ha cercato di incassare tutto quello che c’era da incassare. Rispetto all’aggiornamento dello stato passivo, spiega che ci sarà un altro stato passivo dal 2007 al 2009, ma non sa ancora quali saranno i tempi. L’istanza per il pagamento di un ulteriore acconto del 40% sui compensi maturati è stata depositata in Tribunale il 17 gennaio 2010 ed è stata accolta solo il 18 febbraio 2011. Assicura che IMAIE IN LIQUIDAZIONE è un istituto perfettamente in piedi ed ha ridotto moltissimo i costi del personale assumendo solo quattro/cinque persone validissime dal 18 gennaio 2011, tutte con contratto a termine, mentre il vecchio IMAIE aveva una forza lavoro nettamente superiore. A queste persone si potrà consegnare la documentazione. Si è dato loro disposizione di ricevere ogni giorno almeno quattro ore su otto.
GALOPPI invita i presenti a pubblicizzare ciò, perché inviare lettere a tutti sarebbe molto costoso. I commissari pubblicheranno la notizia sul sito web di IMAIE in LIQUIDAZIONE. Quando, invece, si arriverà alla chiusura della liquidazione, si pubblicheranno annunci su testate importanti e gli si darà il dovuto risalto. Informa che già da domani si potrà fare richiesta per l’acconto.
GALOPPI crede che la migliore diffusione sia il passaparola da parte dei presenti.
Non sa dire con esattezza quale sia la media degli importi, perché per alcuni artisti sono stati quantificati duecento euro e per altri venti/trentamila euro.
GALOPPI spiega che una società di collecting spagnola ed una inglese hanno fatto opposizione al passivo contestando l’entità del credito conteggiato. I liquidatori hanno cercato un punto di incontro con queste società, nonostante un ente in fallimento non possa fare transazioni. L’IMAIE è un ente estinto che ha soldi in cassa. Purtroppo, però, dai conteggi fatti quando è stato depositato il passivo è emerso che l’attivo era inferiore al passivo, che i debiti erano altissimi, perché i soldi in cassa dovevano essere corrisposti agli artisti.
GALOPPI replica che questo richiederebbe una riforma del Codice Fallimentare. Ciascun artista, per motivi di privacy, può chiedere di visionare la sua ammissione al passivo depositata ma non quella di altre persone. Personalmente può indicare il numero delle persone ammesse ma non i nomi. Osserva che quando le cose vanno male anziché andare alla fonte dei problemi e capire di chi sono le responsabilità, si tende a strumentalizzare certe situazioni. I commissari stanno cercando di risolvere anche il problema dei compensi di artisti italiani maturati all’estero e sono stati ammessi al passivo anche singoli artisti stranieri. Un acconto del 70% in una procedura fallimentare e in un anno non è cosa di poco conto.
GALOPPI conferma che tutto il personale del vecchio IMAIE è passato al nuovo, tranne il direttore generale che formalmente è ancora nel vecchio, ma che passerà nel nuovo come prevede la legge. I tempi della liquidazione sono prevedibili e saranno di anni. I commissari vengono pagati a forfait indipendentemente da quanto durerà la liquidazione.
GALOPPI risponde che parte dei compensi è già nelle casse dell’IMAIE, su un conto in qualche modo da suddividere nel caso della seconda ripartizione, mentre altri stanno entrando nelle casse dell’IMAIE in seguito alla formalizzazione, nelle ultime settimane, del contratto con la RAI a copertura del periodo fino al 14 luglio 2009, contratto che è alla firma del direttore generale della RAI; non appena sarà stato firmato, i commissari emetteranno la fattura.

La situazione del Nuovo Imaie

Il PRESIDENTE MICCICHE’ aggiunge che, con la RAI, il sistema non è cambiato radicalmente rispetto al passato e che per il breve periodo dal 15 luglio 2009 al 31 dicembre 2010 si è ritenuto opportuno continuare con il vecchio sistema, mentre dal 1 gennaio 2011 si adotterà un sistema di pagamento al minutaggio. Rispetto al quantitativo risponde che nella precedente riunione del Comitato ha mostrato i contratti con gli importi.
Il PRESIDENTE MICCICHE’ replica che la SIAE fornisce solo i dati del DRF (documento Siae in sui sono elencati tutti i dischi depositati) e che questi ultimi stanno pervenendo man mano che IMAIE incassa, e,
purtroppo, incassa con molto ritardo.
Il PRESIDENTE MICCICHE’ spiega che i dipendenti stanno lavorando tutti e che nei mesi precedenti le elezioni ci sarà molto lavoro, considerata la firma di contratti, tutta l’attività connessa alla iscrizione degli artisti e la elaborazione dei dati ricevuti, elaborazione che il Nuovo IMAIE effettuerà in circa un sesto del tempo impiegato dal vecchio istituto prima della liquidazione. Osserva che tutto il personale è stato assunto dalla vecchia dirigenza.

COMMENTO DELL’ASSOCIAZIONE DI ARTISTI AIE77

Come è noto, la nostra interpretazione sull’estinzione dell’Imaie è sempre stata quella che la Prefettura ha preso questa decisione sulla base di elementi non riscontrati e verificati.

I due cardini della decisione erano:
1) non sono stati distribuiti i diritti degli artisti per conflittualità interna
2) acquisizione illecita dei fondi art. 7 (sostegno professionale ai progetti proposti all’Imaie da parte degli stessi artisti aventi diritto e soci).

1) mancata erogazione dei diritti per conflittualità interna
Questa fatto non è vero, in quanto dal 14 luglio 2009 ad oggi non sono stati erogati diritti, oltre a quelli già conteggiati già dal 2008, nonostante non ci sia un consiglio di amministrazione in stato di conflittualità.
Del resto il decreto n. 100/2010 modifica la vecchia legge:
a) inserendo l’obbligo per il produttore di consegnare entro 30 giorni i dati sugli artisti che hanno partecipato alle opere;
b) prevedendo, in caso di mancata comunicazione dei dati, l’applicazione di sanzioni al produttore;
c) la comunicazione agli artisti della maturazione dei loro diritti mediante sito web dell’Imaie e non più per raccomandata postale.
Questo sta a significare che le modifiche sono state imposte per aggiornare una vecchia normativa che di fatto impediva il pagamento dei diritti agli artisti (non per conflittualità interna).

In ultimo, la motivazione del Prefetto riportata nel decreto di estinzione che dichiarava “che in particolare solo attraverso l’attività liquidatoria sarà possibile elargire agli aventi  diritto i compensi maturati ed avviare il ripristino delle condizioni giuridiche e fattuali idonee a consentire il perseguimento del fine voluto dalla legge n 93 del 1992” E’ SMENTITA DAI LIQUIDATORI che, su 71.000 aventi diritto, hanno liquidato circa 2000 artisti e che non sanno ancora quali saranno i tempi per il pagamento dei diritti dal 2007 al 2009.
La nostra associazione non ha partecipato all’incontro, in quanto ha chiesto di ricevere prima della riunione un documento scritto sulla situazione della liquidazione dei diritti, ma non gli è stato concesso.
È meglio  non lasciare tracce, Verba volant !!!
Forse per questi signori pensano che per gli artisti il codice fallimentare sia come una poesia del Carducci che si deve sapere a memoria.

Nuovo Imaie
Per quanto riguarda i diritti dal 15 luglio 2009 al 2010 del “Nuovo Imaie” il quadro non cambia, fatto salvo per alcuni accordi per i compensi per la riutilizzazione delle opere del periodo relativo al secondo semestre del 2009, e non esistono dati che possono far  prevedere tempi di liquidazione dei compensi agli artisti.

2) acquisizione illecita dei fondi art.7
Dalla denuncia depositata il 02/11/2007 alla data di oggi, ovvero dopo 3 anni e 5 mesi, non sono ancora state tratte conclusioni e nessuno degli artisti è stato rinviato a giudizio, pur avendo indagato su 1.513 progetti che hanno visto coinvolti non meno di 7.000 artisti.
In merito si può soltanto dire che tutti quelli sottoposti a verifica sono risultati artisti in attività qualificata da molti anni. Attendiamo le conclusioni. 

 

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